Tavolo Tematico - COMUNICAZIONE INTERNA COME LEVA STRATEGICA: ALLINEAMENTO, ENGAGEMENT E LEADERSHIP

COMUNICAZIONE INTERNA COME LEVA STRATEGICA: ALLINEAMENTO, ENGAGEMENT E LEADERSHIP
Tavolo Tematico su | Comunicazione Interna & Cultura Organizzativa | al FORUM COMUNICAZIONE 2026

Tavolo Tematico "Comunicazione Interna & Cultura Organizzativa"
Milano 6 maggio 2026 – Comunicazione Italiana
                                              di Debora Piovesan
                       UNICEO Head of Live Communication Global


Quando la comunicazione interna smette di essere “messaggio” e diventa cultura.

Oltre l’informazione: le persone cercano significato
Durante il tavolo di confronto dedicato alla comunicazione interna è emersa una consapevolezza condivisa, trasversale ai diversi settori rappresentati: oggi le persone non chiedono soltanto informazioni. Chiedono orientamento.
Chiedono coerenza. Chiedono di capire se ciò che un’organizzazione racconta corrisponde davvero a ciò che vive ogni giorno.
Ed è proprio nei momenti di trasformazione che questa distanza diventa visibile.


Molti degli interventi hanno mostrato come il senso di appartenenza non si
costruisca nei grandi annunci, ma nei dettagli quotidiani con cui un’organizzazione accompagna il cambiamento.


In una grande realtà internazionale con oltre 20.000 dipendenti, metà dei quali entrati negli ultimi cinque anni, la sfida non era semplicemente spiegare una nuova struttura organizzativa. La vera sfida era aiutare migliaia di persone a comprendere dove si trovassero, quale fosse il loro ruolo e perché il loro lavoro avesse un significato all’interno di una visione comune.


Per questo la comunicazione interna è diventata esperienza concreta: percorsi di onboarding lunghi due anni, incontri diretti con il CEO, visite agli stabilimenti, open day con le famiglie.


Non per “informare”, ma per trasformare i dipendenti nei primi ambasciatori culturali dell’organizzazione.


Perché le persone non si legano a un organigramma.
Si legano a ciò che riescono a sentire vero.


La crisi della coerenza
Ed è proprio quando questa verità si rompe che la comunicazione perde forza.
Uno degli episodi condivisi durante il confronto ha raccontato il lancio di un nuovo brand aziendale costruito attorno a valori, visione e appartenenza.
Poche settimane dopo, però, è arrivata una riorganizzazione con licenziamenti.


In quel momento, il problema non era il messaggio.
Il problema era la percezione di incoerenza tra ciò che veniva dichiarato e ciò
che le persone stavano vivendo.


La fiducia si è incrinata immediatamente.
Da lì è emersa una delle parole più ricorrenti dell’intero tavolo: coerenza.
Non la perfezione della comunicazione.


La coerenza tra cultura dichiarata e comportamenti reali.


Nel settore socio-sanitario, durante la pandemia, una manager ha raccontato di essersi resa conto che il valore del “caring”, centrale verso pazienti e utenti, non veniva realmente vissuto all’interno dell’organizzazione verso i dipendenti stessi.


Da quella consapevolezza sono nati sportelli psicologici, percorsi di mentorship e momenti di knowledge sharing tra colleghi. Non iniziative di employer branding, ma strumenti concreti per ridurre isolamento, conflitti e perdita di fiducia.
“La cultura ha iniziato a diventare reale quando ha smesso di essere dichiarata ed è diventata visibile nei comportamenti”, è stata una delle riflessioni più significative emerse durante il confronto.
Anche nelle aziende in forte crescita il tema si è rivelato centrale.


Quando un’organizzazione passa rapidamente da 90 a quasi 400 persone, la comunicazione interna non può più limitarsi a processi top-down o organigrammi appesi accanto alla macchinetta del caffè.


Alcune realtà hanno raccontato di aver introdotto focus group, presentazioni dei team, iniziative costruite “dal basso” e momenti di confronto continuo per aiutare le persone a comprendere davvero ruoli, funzioni e direzione del cambiamento.


Perché il coinvolgimento non nasce quando le persone ricevono un messaggio.
Nasce quando sentono di avere uno spazio dentro quel messaggio.


Dallo storytelling al truth-telling
Un altro contributo particolarmente interessante è arrivato dal mondo education, dove una storica scuola acquisita da un gruppo internazionale si è trovata a gestire una trasformazione delicata: introdurre nuove strutture e nuove professionalità senza distruggere il senso di familiarità e fiducia
costruito in decenni di storia.
In quel contesto, la sfida non era soltanto organizzativa.
Era emotiva e culturale.


Famiglie, staff e studenti avevano bisogno di capire che crescita e managerializzazione non significavano perdita di identità.


Più volte, durante il confronto, è emersa anche una certa sfiducia verso i formati tradizionali della comunicazione aziendale.


Town Hall, survey interne e presentazioni corporate rischiano oggi di rassicurare più il management che le persone, se non vengono accompagnate da veri spazi di ascolto.


Perché le persone non si fidano più delle comunicazioni perfette.
Si fidano delle organizzazioni che mostrano contraddizioni, che ammettono errori, che lasciano spazio alle domande.


Ed è qui che entra in gioco il tema forse più importante emerso dal tavolo: la leadership visibile.


Le organizzazioni che riescono davvero a creare cultura sono quelle in cui i leader non comunicano solo nei momenti di crisi, ma scelgono di esserci in modo costante. Ascoltano. Si espongono. Accettano il dissenso. Creano prossimità.


Non perché sia previsto da un piano di comunicazione.
Ma perché hanno compreso che oggi la fiducia non si costruisce attraverso lo
storytelling.


Si costruisce attraverso il truth-telling.


Per questo la comunicazione interna non è una funzione dovuta dalla compliance o un semplice strumento HR.
È il luogo in cui un’organizzazione dimostra se ciò che racconta è realmente vero e può creare loyalty.

Moderatrice: Debora Piovesan, Head of Live Communication Global / UNICEO United Networks of International Corporate Events Organizers
Debora Piovesan
 
Sono intervenuti:
 
Roberta Acocella, Business Partner per le attività di Comunicazione del CEO’s office di MBDA e Responsabile della Comunicazione di MBDA in Italia / MBDA
Roberta Acocella
 
Stefania Arosio, Senior Consultant / Walà
Stefania Arosio
 
Marta Bonini, Head of Marketing & Communication / Logistica Uno
Marta Bonini
 
Eleonora Carcascio, Head of Marketing, Communications and Admissions / Florence Bilingual School Cognita
Eleonora Carcascio
 
Stefania Cardinali, Coach & Trainer
Stefania Cardinali
 
Barbara Ghini, Senior Director, Brand and Global Marketing / Andrew
Barbara Ghini
 
Elisa Legnani, Training & Internal Communication Developer / Spell
Elisa Legnani
 
Stefano Masullo, Magnifico Rettore / I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management
Stefano Masullo
 
Alessandra Piloni, Chief Communications Officer / Consumers' Forum
Alessandra Piloni
 

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