Dal LEARNING FORUM 2025, proponiamo l'approfondimento del Tavolo Tematico
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Durante la tavola rotonda sono emersi spunti interessanti su come affrontare il tema del lifelong learning all’interno delle aziende, con prospettive che variano a seconda delle dimensioni e della cultura aziendale. Ad esempio, nelle grandi imprese è fondamentale integrare la formazione continua nella cultura stessa, facendo in modo che ogni individuo diventi “Imprenditore di sé stesso”, capace di evolversi insieme all’azienda. Nelle PMI, invece, la sfida principale riguarda il passaggio generazionale, soprattutto quando i ruoli sono altamente tecnici. In questo contesto, più che forzare una formazione manageriale, è importante far innamorare le persone del proprio percorso di crescita.
Un tema cruciale emerso riguarda il ruolo stesso delle risorse umane, che dovrebbero iniziare facendo formazione su sé stesse. Solo con un approccio data-driven e basato sull’analisi delle competenze, sarà possibile prendere decisioni più mirate e garantire l’efficacia delle iniziative formative. Al tempo stesso, non si può ignorare il fatto che ogni attività formativa, anche quando proposta a livello di gruppo, debba innanzitutto essere utile al singolo professionista. L’idea è quella di mettere al centro l’individuo, garantendo che la formazione risponda a bisogni personali e professionali, senza essere percepita come un’imposizione dall’alto.
Da qui, la tematica della personalizzazione: l’approccio vincente sembra essere quello “Tailor-made”, che mette al centro la persona e le sue esigenze, anche quando si tratta di conciliare carriera e vita privata. È fondamentale evitare di vedere la formazione come un pacchetto preconfezionato, puntando invece su soluzioni flessibili e capaci di motivare i singoli.
Al tempo stesso, bisogna costruire un ponte tra gli obiettivi aziendali e i percorsi di apprendimento. La formazione non può essere un’entità separata, ma deve contribuire direttamente alla cultura aziendale e ai risultati di business. Utilizzare i dati per prendere decisioni mirate e monitorare i gap di competenze è un passaggio cruciale per garantire l’efficacia delle iniziative formative.
In tutto questo, non si può ignorare l’importanza del mindset. Essere a proprio agio con l’incertezza e il cambiamento è ormai una competenza chiave. Infatti, sviluppare un pensiero critico e un’agilità emotiva aiuta a navigare situazioni complesse e favorisce una crescita continua.
Infine, non possiamo dimenticare le sfide generazionali. Integrare le aspettative e i bisogni formativi di diverse generazioni non è facile, ma è necessario per creare un ambiente inclusivo e capace di valorizzare le competenze di tutti. Questo passa anche dalla costruzione di ambienti paritari e aperti al dialogo, in cui ognuno si senta libero di esprimersi e crescere, non solo come professionista ma anche come persona.
Alla fine, la spinta verso il lifelong learning deve essere una motivazione intrinseca dell’individuo stesso, mossa dalla curiosità e dalla voglia di migliorarsi giorno per giorno.
Moderatore: Giovanni Gianola, Business Development Manager Italy per Busuu.
Sono intervenuti:
- Ludovico Cestari, Director di BIP;
- Angela Lepore, Group Human Resources Director & Communications di SeCo;
- Jessica Lodi, Group HR Digital Processes - Learning Platform Manager in Assicurazioni Generali;
- Edoardo Lupi, Country HR Manager Italia (Responsabile Risorse Umane per l'Italia) in TÜV Austria Italia;
- Edoardo Novelli, Head of People di Bhblasted;
- Marina Piacenza, People & Culture Leader per IKEA Supply;
- Antonio Simonicca, Head of HR di Axet Facility;
- Sonia Zappitelli, CEO & Founder di La Luna del Grano.