Dal turismo sostenibile al turismo generativo: il valore di ciò che resta.
Non più soltanto destinazioni da visitare, ma territori da vivere, rispettare e contribuire a far crescere.
È questa la prospettiva emersa dal Tavolo Tematico
“Turismo sostenibile e valore dei territori: identità, fruizione e sviluppo locale”, moderato da
Elena Salzano, consigliera nazionale FERPI.
E se il vero successo del turismo non fosse misurato da quante persone riusciamo ad attrarre, ma da quanto valore siamo capaci di lasciare?
Da questa domanda prende forma una riflessione che invita a superare il concetto stesso di sostenibilità per immaginare un turismo generativo: non semplicemente un turismo che consuma meno, ma che restituisce di più. Alle comunità, all'economia, alla cultura, al patrimonio di relazioni che rende ogni luogo unico.
Un cambio di prospettiva che attraversa tre dimensioni fondamentali: identità, valore e responsabilità.
INTERVENTI:
Sara Baroni, founder di Oxigenio, ha richiamato il valore del Genius Loci, attraverso le esperienze di rigenerazione urbana e il caso di Riomaggiore. Ogni trasformazione deve partire dall'ascolto delle comunità e dalla comprensione delle interdipendenze che tengono vivo un territorio. L'identità non è qualcosa da cristallizzare, ma una risorsa da riconoscere e accompagnare nel cambiamento.
Alessio Crisantemi, fondatore di GemellArte, ha raccontato come la cultura possa diventare uno straordinario strumento di restituzione. Le residenze artistiche tra Italia e Francia lasciano opere, nuovi itinerari e relazioni durature. L'evento diventa così generatore di patrimonio, appartenenza e nuove opportunità.
Raffaele Crispino, CEO di Project & Planning, ha spostato l'attenzione dalla promozione alla misurazione del valore. Il concetto di local value retention invita a interrogarsi su quanta ricchezza rimanga realmente nei territori. Una sfida che richiede nuove metriche e una governance capace di mettere in relazione istituzioni, imprese e comunità.
Giada Filippetti Della Rocca, founder di Elite Villas, ha evidenziato il rischio di omologazione delle destinazioni, anche nel turismo di alta gamma. L'autenticità non può diventare una scenografia costruita per il visitatore: il vero lusso è l'incontro con l'identità viva dei luoghi.
Luca Silvi, direttore generale di Cancelloni Food Service, ha richiamato la sostenibilità economica, la trasformazione dei consumi e il ruolo delle filiere. Il turismo genera valore quando la spesa alimenta concretamente imprese, produzioni e occupazione locale.
Roberto Ungaro, di Apulia Faber, ha posto l'accento sulla responsabilità condivisa, interrogandosi sull'equilibrio tra sviluppo dell'ospitalità, affitti brevi e diritto delle comunità a continuare ad abitare i propri luoghi.
CONCLUSIONI:
Sei prospettive che convergono su una consapevolezza: un territorio non è soltanto una destinazione, ma un sistema vivente di persone, economie, storie e relazioni.
La sfida, allora, non è attrarre sempre di più, ma generare meglio. Passare dai flussi alle relazioni, dal consumo alla restituzione, dalla promozione alla cura.
Perché il turismo diventa davvero generativo quando chi arriva trova un'esperienza autentica e chi resta eredita un territorio più ricco di opportunità, identità e futuro.
